Agli albori della space opera, il richiamo dell'allodola di "Doc" Smith
Volume che racchiude due romanzi del ciclo dell’Allodola dello Spazio, considerato l’inizio della serie di storie che ha di fatto dato il via alla space opera, “Skylark of the Space” scritta tra il 1915 e il 1916 e 1920, venne, strano a dirsi, rifiutato da tutti gli editori di quel periodo. Considerata forse troppo fantasiosa per quei tempi, e infatti l’autore dovrà aspettare il 1928 prima di vederselo pubblicato a puntate su Amazing Stories. Una attesa che però frutterà un immediato successo fra i lettori, e quindi, inevitabilmente, subito imitato da altri autori. Prima di Skylark gli astronauti solitamente non andavano oltre a Luna o al massimo si arrivava fino ai confini del sistema solare, ma con la fantasia sfrenata di E. E. “Doc” Smith i sognanti lettori di fine anni ’20 del secolo scorso poterono addentrarsi nelle infinite immensità dell’Universo.
Sia chiaro, leggerlo oggigiorno questa serie appare infantilmente ingenua, quasi comica nella sua semplicità, con una prosa orrenda e dialoghi da striscia a fumetti, si potrebbe prenderla ad esempio su come non si deve scrivere un romanzo, ma per quella lontana epoca era sicuramente la visione di un grande futuro, dove ogni cosa diventava possibile.
Si parte con uno scienziato, Richard Seaton, che studiando varie reazioni chimiche su dei minerali, scopre accidentalmente il modo di ricavare una grande energia dal rame unendolo a un componente sconosciuto, recuperato da una meteora caduta sulla Terra. Casualmente questo sconosciuto scienziato ha un amico miliardario, un tale Martin Reynolds Crane, entrambi amici dai tempi dell’università, con un fisico atletico e pronta intelligenza, in pratica degli Einstein nel corpo di Batman. Ovviamente non manca il super cattivo della storia, il dottor Marc C. DuQuesne, un altro scienziato muscoloso collega di Seaton, ma totalmente privo di etica e morale, e oltremodo ambizioso. Seaton ha una fidanzata, tipica figura femminile di contorno, mentre il miliardario invece è scapolo, causa timore di essere preda della consueta cacciatrice di dote, ma ovviamente alla fine anche lui troverà l’amore in una segretaria dotata di carattere.
I due amici decidono di costruire una navicella spaziale, lo scienziato ci mette la sua capacità intellettuale e il miliardario i soldi, fondono una società e in quattro e quattr’otto l’astronave vede la luce del giorno, anzi, la luce delle stelle del cosmo. Inizialmente c’è lo scontro con lo scienziato cattivo che a sua volta rubando i progetti della Skylark avrà anche Lui la sua astronave privata con la quale scorrazzerà per lo spazio, inseguito però da Seaton, al quale ha rapito la fidanzata. Nell’inseguimento, Seaton e Crane, coppia alla Batman e Robin, esploreranno le infinità dello spazio, incontrando alieni combattivi e molto crudeli, partecipando a guerre su altri mondi favorendo la vittoria di un gruppo su un altro grazie al loro generoso intervento e genialità, infatti saranno poi considerati quasi degli emissari degli dei.
La cosa non finisce qui, si riparte per altri mondi alla scoperta di civiltà più evolute, che insegneranno ai due amiconi e fidanzate, molte cose scientifiche, grazie a un istruttore meccanico inventato dagli Osnomiani, la razza aliena che Seaton ha aiutato. Strumento che permette di capire in poco tempo, in una sorta di lettura della mente, qualsiasi nozione scientifica, diventando sempre più sapientoni e intelligenti. Fanno da sfondo a queste avventure una moltitudine di campi di forza di vario genere e raggi di energia, ideati e costruiti dal super scienziato all’occasione, con armi sempre più incommensurabili e poderose, usate in battaglie tra astronavi e fortezze planetarie. Fronteggeranno i terribili Fenachroni che aspirano a conquistare tutta la galassia. Talmente intelligenti da riuscire a uccidere l’acerrimo nemico di Seaton, il famigerato DuQuesne. La prima parte di questa saga spaziale si conclude con lo sterminio di tutti i Fenachroni, essendosi rifiutati di arrendersi e vivere in pace con il resto della galassia.
La comicità involontarietà della sua narrazione, ha permesso che mi riuscisse di arrivare alla fine della storia, e a iniziare a leggere il secondo volume “Astronave Skyalark 2°” Perché al di là della fumettistica semplicità, la serie Skylark ha ispirato molti autori di SF futuri, e davvero leggendola si capisce che cosa si intende con genere letterario di idee, che in questo doppio volume si susseguono senza sosta. Nel mondo degli anni ’20 del secolo scorso, quando il cinema era ancora muto, solo nel 1927 ci fu il primo film sonoro, ma si dovette aspettare il 1930 affinché il cinema passasse tutto al sonoro e la TV non esisteva, le avventure dell’Allodola nel cosmo erano una vertiginosa saga di grande fantasia. Inoltre può apparire strano, ma anche leggerlo oggi è divertente, ovviamente tenendo sempre conto di quando venne scritto, e da una visione del pensiero della prima metà del secolo scorso sul nostro futuro. Mentalità facilona e sbrigativa che pare riproporsi oggi in questa prima metà del XXI secolo, come a dire, “Cent’anni passati inutilmente”.
Titoli Originali
The Skylark of Space –
Skylark Three
di Edward Elmer Smith (2 maggio 1890 – 31 agosto 1965)
Traduzione
Giampiero Cossato
Sandro Sandrelli
Pag.357
Cosmo Oro 43
(Giugno 1980)
Editrice Nord


