La “soluzione” nucleare nella visione di Anderson

"Loro, i Terrestri": ossia il caldo della Guerra fredda negli anni '60

“Loro, i Terrestri” è un romanzo del 1961, che rispecchia le paure del periodo della Guerra Fredda per le tensioni con il blocco sovietico e le possibili conseguenze di una guerra atomica.

Parrebbe un romanzo superato, e fuori tempo se non fosse per l’attuale situazione politica di guerra calda, portata avanti dalla Russia di Putin, in cerca di una rivincita sull’occidente dopo la  sconfitta della Guerra Fredda.

La vicenda inizia con il ritorno del colonnello Hugh Drummond dal suo volo di ricognizione attorno al mondo, o quel che ne resta, dopo un conflitto nucleare. Il rapporto che fa ai suoi superiori è devastante e quasi senza speranza. Ampie zone del pianeta sono inabitabili a causa della radioattività, e i pochi territori non colpiti direttamente sono ugualmente pericolosi. Inoltre per via della ricaduta di elementi radioattivi sia la vita animale che vegetale presenta mutazioni evidenti e in continuo aumento fra le nuove nascite e germogli.

La speranza però è l’ultima a morire e i superstiti, in nome del tipico spirito americano mai tramontato sul “Meglio darsi da fare che poltrire” si rimboccano le maniche e lentamente ricostruiscono le basi per una nuova civiltà. Sfruttando le poche mutazioni positive nei nuovi nati fra gli umani rimasti, nel giro di una generazione riescono perfino a costruire una nave spaziale per raggiungere Marte, visto come un pianeta da colonizzare per sottrarsi al declino della vita sulla Terra.


Così nella seconda parte del romanzo l’autore ci racconta l’avventura di uno scarno equipaggio di mutanti in viaggio verso Marte, e il duro lavoro che affrontano nel preparare una base in grado di accogliere la massa di nuovi coloni in fuga dal pianeta natìo. I mutanti della spedizione però non possono sfuggire al continuo conflitto che caratterizza i terrestri, e sul pianeta rosso arriva anche una spedizione di una potenza asiatica nata dopo il conflitto nucleare e che intende a sua volta colonizzare Marte per la propria gente.


Il romanzo non è certo uno dei migliori di Poul Anderson, si avverte una certa ingenuità e negli ultimi capitoli la vicenda viene sbrogliata fin troppo velocemente, per non dire con faciloneria. Nonostante i suoi evidenti difetti narrativi però il romanzo conserva una certa forza e godibilità nella lettura, e se consideriamo le continue minacce di Putin e dei suoi sciocchi sostenitori di usare armi nucleari, la vicenda narrata trova una rinnovata “giovinezza” e attualità.

Giuseppe Ferri

 

Poul Anderson
Loro i Terrestri
Titolo Originale –
Twilight World (1961)
Traduttore: Andreina Negretti
Pag.191
Classici Urania 133
Mondadori

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