Quando il meeting sul riscaldamento globale diventa incandescente
Romanzo ecologico, almeno in apparenza, ma è più una sorta di storia di spionaggio affaristico industriale, anche se non mancano descrizioni di ripetuti scenari da catastrofico cambiamento climatico.
Un inquietante ritratto di quanto stiamo vedendo oggi, fa da sfondo al solito agire umano guidato da avidità e sfruttamento delle risorse, in nome di un utopico capitalistico sviluppo infinito, fortemente indifferente verso le negative conseguenze. I grandi apparati industriali si avventurano nello studio di un possibile raffreddamento del pianeta per evitare che il riscaldamento planetario raggiunga la Condizione Venere, ovvero il punto di non ritorno che trasformerebbe la terra in un mondo così caldo da annientare la vita sul pianeta.
Si organizza un grande convegno di scienziati. Climatologi di primaria importanza sono radunati su un battello, la Reine de la Seine, zeppo di microspie che tutto registrano, vedono e ascoltano, per carpirne le informazioni migliori sulle quali puntare gli investimenti, perché chi ha inquinato cerca anche di guadagnare con il disinquinamento.
Tra i vari modelli climatici presentati solo quello di John Sri Davinda pare essere quello più completo e credibile, ma sarà vero? Monique Clhoum agente della potente agenzia Pane e Circhi, e Eric Esterhazy, noto come il Principe, figura in carriera all’interno del complesso semi mafioso dei Cattivi Ragazzi, hanno il compito, dopo vari incontri a base di sesso, menzogne, e vari sotterfugi di scoprire se il modello di Davinda sia vero, attuabile, oppure un ennesimo inganno. Forse solo una astuta manovra perpetrata allo scopo di ottenere ingenti finanziamenti dal Grande Apparato Blu, l’insieme dei sistemi industriali dei capitalisti perennemente dediti all’eterno guadagno? La condizione Venere è inevitabile? Si è già superato il punto di non ritorno? C’è ancora una possibilità per un ritorno a un clima più stabile e umanamente accettabile?
Romanzo del 1999 Condizione Venere pare anticipare lo sconvolgimento climatico che ogni giorno vediamo compiersi sotto i nostri occhi. Romanzo di fine millennio, ambientato a Parigi, nella maggior parte del tempo su un battello a pale, imitazione dei battelli fluviali del Mississippi americano, ma qui solca la Senna.
Dal 1990 Norman Spinrad vive a Parigi, e questo libro sembra un piccolo omaggio alla città che lo ospita. Narrazione non molto coinvolgente, e i vari personaggi sono cinici e a volte anche macchiette stereotipate. Spinrad pare più interessato a una storia fatta di disincanto verso lo spirito umano, lasciando al Caos climatico il compito di presentare il conto finale all’avidità umana.
Non un capolavoro, ma un romanzo che anticipa beffardamente i disastri climatici attuali.
Condizione Venere
Titolo Originale
Greenhouse Summer
Traduttore
Piero Anselmi
Pag – 314
URANIA -1410
Mondadori


