Skylark colpisce ancora… nel cuore della fantascienza

Le "nuove" avventure di Seaton e soci ai confini dell'immaginazione

Secondo volume contenente due romanzi del ciclo dell’Allodola dello Spazio. Continuano le rocambolesche avventure nello spazio profondo con il duo Seaton e Crane con relative mogli e fedeli servitori al seguito.

Nel primo volume la vicenda si concludeva con Seaton e soci vaganti nello spazio in cerca di una rotta che li riporti a casa, la Terra. Il seguito inizia con il temibile Marc DuQuesne, che si credeva morto, ma si sa, i cattivi non muoiono mai, così veniamo a conoscenza di
come è stato in grado di ingannare i mostruosi Fenachrone, rubando una loro astronave e poi riparare sul pianeta per ricostruire la sua nave spaziale personale, in antitesi a quella super potente di Seaton, con l’aiuto del perfido collaboratore Loring. Poi si torna sulla Skylark dove Seaton incontra suo malgrado alcune entità aliene fatte di puro pensiero energia che lo attaccano.

Un terribile attacco che quasi distrugge la Skylark. Seaton sfugge alla distruzione rifugiandosi nella quarta dimensione, dove ovviamente anche qui, dopo una faticosa avventura, sfugge alle forme di vita che abitano la quarta dimensione e rientra nella nostra, lontano dalle entità di pensiero energia per affrontare nuove minacce aliene. Non c’è pace per la Skylark, e Seaton per combattere efficacemente le continue minacce, costruisce un super computer con il quale si interfaccia e sposta un intero pianeta da un punto all’altro della Galassia.

In pochi capitoli fa quello che Greg Bear fa compiere ai suoi protagonisti di “Marte in Fuga” in 498 pagine, con l’aiuto di Jill, il computer quantico divenuto autocosciente e con il quale si interfaccia per spostare Marte in un altro sistema solare, lontano dalle mire imperialistiche della Terra.

Cito questo romanzo quale esempio di come Doc Smith sia stato un grande ispiratore per tutti gli autori di SF venuti dopo di Lui. Non c’è riga o pagina o capitolo in Skylark che non abbia a sua volta ispirato racconti e romanzi a sé, tanto è stato visionario in questi volumi della Allodola dello Spazio. L’Allodola viene quasi distrutta ogni volta che incontra una razza aliena aggressiva e imperialista, ma ogni volta Seaton la ricostruisce, sempre più potente, sempre più grande, fino alle dimensioni di una piccola luna, tipo La Morte Nera di Star Wars.


Certo, la sua capacità letteraria è più che criticabile, i dialoghi sono tra i più involontariamente comici e infantili che si siano mai letti, ma la sua capacità immaginativa e senso per l’avventura, seppur con vicende risolte con facilità da pistolero, riesce a impressionare ancora,
e il grande “Cattivo” DuQuesne non è da meno, con i suoi intrighi e sogni di grandezza imperiale, aiutato in ultimo da una degna compagna, a sua volta sognante, aspirante imperatrice dell’universo.


Leggere il ciclo dell’Allodola dello Spazio è come leggere un centinaio di romanzi di SF compressi in pochi capitoli. Se non avete pretese intellettuali, il ciclo di Skylark non potrà che divertirvi, ovviamente, tenendo sempre conto del periodo in cui il tutto è stato scritto.

 

ASTRONAVE SKYLARK 2 –
L’Allodola dello Spazio
e.e. “doc” smith
(Edward Elmer Smith)
(2 Maggio 1890 – 31 Agosto 1965)

Titolo Originale
Skylark Of Valeron
Skylark Duquesne
Traduttori –
Gianpaolo Cossato e Sandro Sandrelli
Pag.518 –
Cosmo Oro 50 –
Editrice Nord –

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