Romanzo ispirato ai ricchi che vogliono tornare a vivere dopo la morte, in un futuro in cui la scienza medica può scongelare i corpi sottoposti a conservazione criogenica. Ovvero, il futuro appartiene solo ai ricchi.
Questa è la storia di un giovane figlio di ricca famiglia, che non ha bisogno di lavorare per campare, infatti passa il tempo tra corsi universitari che non gli servono se non per conoscere belle ragazze con le quali fare sesso, drogarsi e fare notte partecipando a raduni giovanili con tanta musica da sballo. Capita però che una sera più scapestrata di tante altre, assieme a un fedele amico e fidanzata rimangono vittime di un incidente stradale che li vede tutti morti.
Nel suo venticinquesimo anno di vita William Tucker muore, solo per risvegliarsi al suono di una voce che dall’oscurità gli dice di aprire gli occhi. Obbedendo a quell’ordine apre gli occhi e da quel momento inizia una nuova vita fatta di un lento recupero dei movimenti del proprio corpo, con una mente intontita che fatica a ricordare quanto gli è accaduto, costantemente guidato in ogni suo passo da un uomo dagli occhi che cambiano colore e da un MINN, un network neurale con interfaccia mnemonica impiantato nel suo cervello.
Buona parte del romanzo è incentrato sul suo recupero e il pulire la grande casa che lo ospita, il cui padrone è un certo Mister Chicago, che però è sempre impegnato altrove. Un altrove che spazia per tutto il sistema solare. Poco a poco William Tucker imparerà a orientarsi nel nuovo secolo che lo ha resuscitato, scoprendo quando inutile sia la sua vita in un tempo futuro, dove le sue conoscenze sono superate e tutto ciò che può sperare di essere si riduce a uomo delle pulizie. Scoprirà anche quanto la sua libertà sia limitata dai capricci di Mister Chicago, e in quanto uomo del ventesimo secolo non può che sognare di fuggire. Un sogno che giorno dopo giorno pare farsi più concreto, spinto in questo dalla volontà di scoprire se anche la sua fidanzata sia stata sottoposta al trattamento criogenico e resuscitata a sua volta.
Non c’è nulla come l’amore, o il recuperare un amore perduto in grado di spingere un innamorato a sfidare la sorte e ogni rischio e pericolo. Così, dopo paziente attesa, finalmente Tucker coglie l’occasione per fuggire dalla casa, che poi si rivela essere all’interno di un asteroide. Una rocambolesca fuga su una piccola navetta per essere poi salvato da una astronave di passaggio, le quali navigano su rotte prestabilite e quindi sottoposte a temibili assalti di astronavi pirata. La fortuna pare sempre dalla sua parte, e così dalla fascia degli asteroidi arriva alla contea di Clarke, una colonia spaziale indipendente. Dopo una ricerca accurata scopre che la sua fidanzata è conservata in un cilindro criogenico sulla Luna. Sempre fortunosamente e con spirito indomito,
Tucker raggiunge la Luna e riesce a sottrarre il prezioso cilindro criogenico, ma a questo punto finalmente il lettore scopre il motivo di tanta fortuna, nel senso che se durante la lettura non si è fatto due domande è perché aveva mandato il cervello in sonno costante. Cosa che il protagonista del romanzo capisce di avere fatto a sua volta, causa la sua arroganza e ostinazione di ricco figlio di papà che lo ha reso una perfetta, inconsapevole pedina. Nelle ultime pagine si scopre tutto l’arcano, Tucker capisce quanto sia stato stupido e facilmente manipolato, ma essendo comunque fortunato, avrà modo di riscattarsi e iniziare una nuova vera vita in un viaggio oltre il sistema solare, verso le stelle.
In sostanza è il tipico romanzo che dice come non tutti quelli che ti prendono a calci nel sedere lo fanno per il tuo male, e non tutti quelli che evitano di prenderti a calci nel sedere lo fanno per il tuo bene.
Buona lettura.
L’ultimo Giorni di William Tucker
di Allen Steele
Titolo Originale
A King of Infinite Space (1997)
Traduttore
Roberto Morini
Pag. 346
Urania 1343 – (1998)
Mondadori